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venerdì 15 novembre 2013

DRAGON BALL RAGING BLAST 2

A cura di Domenico “Domy51091” Paolillo

DATA DI USCITA: 4 Novembre 2010 Playstation 3, X360
GENERE: Picchiaduro
MULTIPLAYER: Locale e online a 2 giocatori
LONGEVITA': da 10 ore a illimitata
FONTE: PlayStation 3

Di tie-in dedicati alla serie di Dragon Ball ve ne sono tantissimi e nella scorsa generazione abbiamo visto degli esempi eccellenti tra cui le serie BUDOKAI e BUDOKAI TENKAICHI. Invece nell'attuale generazione di console, purtroppo, i titoli dedicati a questa serie hanno subito un calo di qualità: basta vedere i recenti Burst Limit e Raging Blast che hanno deluso le aspettative dei fan. Le critiche mosse ai due titoli in questione riguardano una drastica riduzione dei roster rispetto al 3° capitolo della saga Budokai Tenkaichi e a modelli di gameplay ripetitivi. Namco Bandai tenta di riconquistare la fiducia dei fan con Dragon Ball Raging Blast 2, riuscirà in tale impresa?

La trama della saga oramai è nota a tutti e non vi è bisogno di citarla ancora, tant'è che gli sviluppatori di Spike hanno deciso di eliminarla completamente dalla modalità principale, Galaxy Mode, e l'unico modo per poter assistere a qualche dialogo sensato sarà visualizzare l'OAV inedito incluso nel disco ovvero Dragon Ball Il Piano per lo sterminio dei Super Saiyan, che vi regalerà 40 minuti di violenza animata.

Il gameplay mantiene le caratteristiche viste in Raging Blast aggiungendo molte più combo per ogni personaggio e la possibilità di effettuare delle Team Special Move in casi particolari. L'aumento delle combo ha portato ad un aumento della difficoltà di apprendimento delle tecniche, infatti se da un lato abbiamo la possibilità di avere un gameplay più tecnico, dall'altro ci troviamo di fronte ad un titolo difficile da padroneggiare soprattutto dai neofiti.
 
Le modalità di gioco sono, la sopracitata modalità Galassia che si sostituisce alla classica story mode, nella quale dovrete affrontare una serie di battaglie con ogni personaggio del roster (si anche quello più debole!!!) grazie alle quali sbloccherete denaro e oggetti per le personalizzazioni dei personaggi. La personalizzazione si divide in due rami, personalizzazione mosse e personalizzazione parametri, che vi permetteranno di potenziare il personaggio in base alle vostre preferenze. Le altre modalità saranno le classiche versus, che vi permetterà di variare gli scontri tipo 1 vs 1, 2 vs1, 5 vs 5, Tournament, Tenkaichi e Cell Game, zona di combattimento e infine lo scontro online. Il tutto purtroppo rischia di sfociare nella ripetitività, se da un lato i fan ne avranno di che godere,soprattutto nel maneggiare i propri personaggi preferiti, gli altri difficilmente avranno una ragione per andare oltre il completamento della modalità storia.

Tecnicamente il titolo è migliorato poco rispetto al precedente, utilizzando un ottimo cel-shading, rendendo l'ambiente parzialmente distruttibile migliorando gli effetti luce generati dalle mosse speciali e facendo girare il tutto sui 60 fps. L'audio tutto sommato è buono, con i doppiaggio in Inglese e Giapponese ben realizzati, effetti sonori simili a quelli dell'anime e musiche non memorabili ma d'effetto, anche se utilizzare le musiche originali dell'anime non avrebbe guastato.

COMMENTO FINALE: Dragon Ball Raging Blast 2 è un prodotto dedicato ai soli fan del leggendario manga di Akira Toriyama. Nonostante l'evoluzione del gameplay il titolo sviluppato da Spike sfocia immediatamente nella ripetitività scoraggiando il giocatore che magari si sarebbe aspettato una profondità maggiore da un picchiaduro. L'acquisto è consigliato solamente ai fan dell'anime che rivivranno con piacere gli scontri di Goku e dei suoi amici mentre coloro che invece cercano un picchiaduro profondo cerchino altrove.

VOTO: 7.0 

venerdì 8 novembre 2013

DRAGON BALL RAGING BLAST

A cura di Gianmarco “Jumpy92” Cunzo.

DATA DI USCITA: 13 Novembre 2009 PS3, X360
GENERE: Picchiaduro
MULTIPLAYER: Presente in locale ed online
LONGEVITA’: Più di dieci ore
FONTE: Xbox 360

Dopo la prima comparsa su next-gen con Burst Limit, Dragon Ball Z ci prova un’ altra volta con Raging Blast, titolo che si distacca leggermente dal predecessore sia per gameplay che contenuti. Partiamo subito dal presupposto che quando si parla di un gioco dedicato a Goku, si sa per certo che ci ritroveremo ad affrontare sempre la stessa avventura ma questa volta, poiché il precedente trovava la sua conclusione alla saga di Cell, ci sarà l’ aggiunta della saga di Majin Bu e le Trame Alternative, in cui affronteremo combattimenti differenti e totalmente slegati dalla trama principale.

Per il comparto tecnico, notiamo un sostanziale miglioramento rispetto a Burst Limit, con un cel-shading molto più definito e caratterizzato sia per i personaggi che per le ambientazioni ma, alcune di quest’ ultime, sembrano spoglie e poco caratterizzate.

Il cambiamento maggiore e’ stato fatto sicuramente nel gameplay: quest’ ultimo infatti e’ stato leggermente revisionato ed è sostanzialmente meno accessibile del predecessore, con un nuovo sistema di combattimento basato su combo da usare al punto giusto e una difficoltà un po’ più elevata che, a livello Difficile, richiede un’ ottima padronanza dei comandi.

Per quanto riguarda la longevità, abbiamo già detto prima che gli sviluppatori hanno cercato di offrire molti più contenuti in questo capitolo: le ore infatti per finire la storia sono tante e vi sono numerose modalità, come Arcade, Sopravvivenza o Attacco a tempo che aumentano di molto la rigiocabilità; per non parlare della modalità multigiocatore, che in locale e’ funzionale e divertente con gli amici e offre divertimento assicurato ed online e’ competitiva anche se, considerando che il titolo di cui parliamo e’ del 2009, sarà difficile trovare gente con cui giocare.

Un ultimo cenno va al sonoro, che presenta il medesimo doppiaggio in inglese o giapponese di Burst Limit, soltanto sottotitolato nella lingua nostrana, ma comunque gradevole.

Dragon Ball Z: Raging Blast si presenta come un ottimo titolo dedicato a Goku e amici: i miglioramenti nel gameplay, un aumento di contenuti notevole e divertimento valgono il biglietto d’ ingresso. Consigliato assolutamente!
 
VOTO: 8.0 

sabato 2 novembre 2013

DRAGON BALL Z: BURST LIMIT

A cura di Gianmarco “Jumpy92” Cunzo

DATA DI USCITA: 6 Giugno 2008 PS3, X360
GENERE: Picchiaduro
MULTIPLAYER: Presente
LONGEVITA’: Circa 7 ore
FONTE: Xbox 360

Ecco la prima apparizione di una delle saghe più amate di tutti i tempi su console next-gen: stiamo parlando ovviamente di Dragon Ball che, soprattutto su Playstation 2, si era difeso molto bene grazie alla serie Budokai Tenkaichi, grazie ad un ottimo sistema di combattimento e un numero straordinario di personaggi selezionabili.

In questo nuovo capitolo, dovremo affrontare nuovamente l’ intera avventura di Goku e dei suoi amici, raccontandola però solo fino alla sconfitta di Cell, senza continuare con Majin Bu ed altre storie.

Graficamente parlando, il titolo si difende davvero bene: la tecnica adottata, quella del cel-shading, e’ azzeccata visto che stiamo parlando di un gioco ispirato a fumetti e cartoni, per cui l’ aria che si respira e’ la stessa di quella originale; se la tecnica e’ ottima, il gameplay risente un po’ del passaggio alla nuova generazione, restando comunque il medesimo ma che può dare problemi negli scontri, veloci e dinamici, dando un senso di confusione generale.

Discorso a parte e’ da fare per la longevità: la storia infatti, fermandosi alla sola saga di Cell, risulta molto breve e l’ aggiunta di alcune modalità non farà aumentare sensibilmente il tempo speso a giocare a Dragon Ball Z: Burst Limit che, al contrario dei precedenti capitoli, ha ridimensionato notevolmente il numero di lottatori e arene, che sono rispettivamente solo 21 e 5; in aggiunta ci sarebbe la modalità multiplayer, che forse sarà fruibile solo in locale ai nostri tempi, visto che probabilmente l’ online sarà povero di giocatori.

Il sonoro infine e’ soltanto sottotitolato nella nostra lingua, con la presenza del doppiaggio in inglese o giapponese davvero ben fatto.

In definitiva se siete appassionati della saga di Goku, potete acquistarlo sicuramente accettando il fatto che la storia narrata e’ solo metà di quella che dovrebbe essere, gli altri volgessero il loro sguardo altrove: c’ è di meglio.

VOTO: 7.0 

domenica 11 agosto 2013

TIE-IN - PARTE II

Videogiochi tratti da altri media: dalle trasposizioni fedeli all'arricchimento di un'opera

A cura di Domenico “Domy51091” Paolillo
 
Salve a tutti e bentornati alla nostra rubrica History Report. La Scorsa volta abbiamo trattato i peggiori videogiochi tratti da altre opere, quest'oggi tratteremo l'altra faccia della medaglia di questo genere di produzioni.

Negli anni '80 il fenomeno tie-in ha iniziato a prendere piede e le produzioni erano quasi tutte di basso livello, si salvavano solo alcuni titoli da sala giochi che “clonavano” il gameplay dei titoli più acclamati dell'epoca. Negli anni '90 il fenomeno tie-in riuscì a generare alcuni titoli di qualità grazie a case come la Disney che investivano molto denaro nel merchandise derivato dalle loro produzioni cinematografiche e da quelle televisive: tra le produzioni più famose ricordiamo Aladdin per Sega Genesis, The Lion King e Duck Tales che ancora oggi sono considerate delle pietre miliari del mondo videludico, soprattutto Duck Tales che è riuscito addirittura a definire gli standard per la creazione di videogiochi platform. In seguito la Disney è riuscita a mantenere un certo standard nello sviluppo dei tie-in, riuscendo sempre a creare titoli di qualità medio-alta soprattutto quando si tratta di trasposizioni da prodotti di animazione.

Non estranei al fenomeno dei tie-in sono gli anime giapponesi, e negli ultimi anni siamo riusciti ad assistere alla realizzazione di titoli che oltre ad essere fedeli alle opere originali riuscivano anche a trasmettere in maniera eccellente le sensazioni di queste, l'esempio migliore di questo genere è la serie Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi che fino al 3° capitolo è riuscita a conquistarsi i consensi di pubblico e critica. Altri titoli degni di nota sono Naruto con le serie Ultimate Ninja e Ultimate Ninja Storm e One Piece con Unlimited Cruise.

L'accoppiata fumetto-videogioco sembra essere la parte senza difetti dell'universo dei tie-in, infatti ricordiamo titoli come XIII per Playstation 2, tratto dall'omonimo fumetto di Jean Van Hamme, Marvel La grande Alleanza e i vari giochi di Spiderman, e infine la serie Batman Arkham Asylum, considerata un capolavoro da giocatori e critica.

Altro filone dei tie-in è quello delle opere rispolverate, si parla di Blood Will Tell e Astro Boy, entrambi tratti da manga del Maestro Osamu Tezuka, The Warriors, tratto dal film I Guerrieri della Notte, e Ghostbusters The Videogame, uscito nel 2010 e diretto dai creatori dell'omonimo film.

COMMENTO FINALE
“Non fare di tutta l'erba un fascio” è con questa frase che verrei commentare questa analisi storica sui tie-in. Certo non vuol dire che bisognerà comprare un tie-in ad occhi chiusi, ma bisognerà valutarlo molto attentamente, chissà potrete avere tra le mani un vero capolavoro. Io chiudo qui e ci vediamo al prossimo History Report, ciao!!

P.S. “Questo tuffo nel passato mi ha fatto venire voglia di rigiocare a The Warriors xD”